martedì 21 dicembre 2010
lunedì 13 dicembre 2010
Comunicato sindacale Nokia-Siemens
QUALE FUTURO PER CASSINA?
La situazione occupazionale del sito (NokiaSiemens-Competence) di Cassina de’ Pecchi sembra fortemente compromessa!
I sindacati avrebbero preferito avere torto! Jabil si è disfatta degli stabilimenti italiani e francesi, Competence si è dimostrata incapace di stare in piedi senza le commesse di NokiaSiemens e gli altri clienti coprono solo una parte marginale del fatturato del sito.
Competence vuole gestire unilateralmente la CIGS contravvenendo ad un accordo sulla CIGO che sarebbe terminato il 31 dicembre 2010.
NokiaSiemens nasconde le proprie intenzioni e non vuole condividere il piano industriale, ma intanto licenzia 58 lavoratori e lavoratrici proseguendo il ridimensionamento in Italia. In pochi anni è passata da 3000 dipendenti a 1200 e sembra intenzionata a continuare a delocalizzare e a ridurre l’occupazione mettendo a repentaglio la sopravvivenza del sito industriale di Cassina de’ Pecchi.
NokiaSiemens deve cambiare strategia per l’Italia rilanciando la propria vocazione nella ricerca e nello sviluppo di vari prodotti che crei ricadute occupazionali per il sito di Cassina che deve continuare a rimanere un polo d’eccellenza delle Telecomunicazioni in Italia.
Si proclamano 4 ore di sciopero con presidio delle portinerie per la giornata del 15 dicembre 2010
così articolate:
Cassina de’ Pecchi 13/12/10
I sindacati avrebbero preferito avere torto! Jabil si è disfatta degli stabilimenti italiani e francesi, Competence si è dimostrata incapace di stare in piedi senza le commesse di NokiaSiemens e gli altri clienti coprono solo una parte marginale del fatturato del sito.
Competence vuole gestire unilateralmente la CIGS contravvenendo ad un accordo sulla CIGO che sarebbe terminato il 31 dicembre 2010.
NokiaSiemens nasconde le proprie intenzioni e non vuole condividere il piano industriale, ma intanto licenzia 58 lavoratori e lavoratrici proseguendo il ridimensionamento in Italia. In pochi anni è passata da 3000 dipendenti a 1200 e sembra intenzionata a continuare a delocalizzare e a ridurre l’occupazione mettendo a repentaglio la sopravvivenza del sito industriale di Cassina de’ Pecchi.
NokiaSiemens deve cambiare strategia per l’Italia rilanciando la propria vocazione nella ricerca e nello sviluppo di vari prodotti che crei ricadute occupazionali per il sito di Cassina che deve continuare a rimanere un polo d’eccellenza delle Telecomunicazioni in Italia.
Si proclamano 4 ore di sciopero con presidio delle portinerie per la giornata del 15 dicembre 2010
così articolate:
COMPETENCE italia:
4 ore in ingresso per primo turno e giornata
4 ore in uscita per secondo e turno notturno
2 ore per i part-timeNokia-Siemens:
Dalle 8:00 alle 12:00
Cassina de’ Pecchi 13/12/10
Fim Fiom Milano
RSU Competence Cassina
RSU NokiaSiemens Factory e Plaza
RSU NokiaSiemens Factory e Plaza
Consiglio comunale e assemblea pubblica sul PGT
Stasera 13 dicembre verrà portata in consiglio comunale la mozione comune delle opposizioni sulla casa dell'acqua.
In merito, invece, all'incontro pubblico sul PGT organizzato sabato dall'amministrazione, il sindaco ha evaso la nostra domanda diretta sul vincolo industriale sull'area Nokia-Siemens.
venerdì 3 dicembre 2010
Volantino Nokia-Siemens
Il dramma continua, nel silenzio generale...


Ci troverete all'Unes sabato 4 dicembre dalle 10,00 alle 13,00.
Etichette:
amministrazione,
Cassina De' Pecchi,
lavoro,
SEL
martedì 2 novembre 2010
Vendola commenta le "uscite" del premier
sabato 23 ottobre 2010
Comunicato stampa su Jabil-Competence
Ieri (22 ottobre) è stato organizzato un picchetto davanti ai cancelli di Nokia-Siemens-Jabil, per protestare contro la sospensione di sei giorni comminata con un pretesto a due lavoratori Competence (ex Jabil), delegati sindacali FIOM.
La crisi di quell'area procede a passi spediti, anche sull'onda dei Marchionne nostrani. A Cassina come a Melfi, ai lavoratori ingiustamente vessati va la nostra piena solidarietà.
La crisi di quell'area procede a passi spediti, anche sull'onda dei Marchionne nostrani. A Cassina come a Melfi, ai lavoratori ingiustamente vessati va la nostra piena solidarietà.
Ma la politica dov'è?
Dopo il consiglio comunale di settembre, dopo la "protesta delle magliette" per richiedere il consiglio comunale aperto, l'amministrazione tace ancora, rinviando sine die l'argomento.
Ormai siamo quasi a fine anno, e le firme di tanti cassinesi depositate ad inizio anno sono ancora in attesa di risposta.
Noi di SEL ci poniamo alcune domande:
1- perché l'amministrazione tarda ancora a convocare il consiglio comunale aperto, visto che ne sono previsti da statuto due all'anno e ancora non se n'è svolto nessuno?
2- qual'é l'intenzione dell'amministrazione in ottica PGT sulle aree di Nokia-Siemens? Vuole vincolarle ad un uso industriale, come votato in un ordine del giorno e come chiediamo noi, oppure ha altri progetti che sarebbero pagati con la perdita di un migliaio di posti di lavoro?
Per esempio non vincoleranno l'area e qualcuno ha forse già pronto qualche progetto di urbanizzazione, magari fecendo uno spezzatino e scorporando la parte di terreno che confina con il naviglio?
3- che fine ha fatto il "Sindaco-deputato" della campagna elettorale? Perché non ha ancora sollevato la questione Nokia-Siemens a Roma? Perché non porta a Cassina il ministro dello sviluppo economico?
Nei fatti il sindaco D'Amico è più a Roma che a Cassina, impegnato a votare nei tantissimi voti di fiducia che il governo chiede alla Camera. Non solleva la questione perché la sensibilità della coalizione di centrodestra verso il lavoro è pari a zero, contano solo le ronde e la propaganda sugli immigrati. Il territorio, a dispetto degli slogan, viene sempre all'ultimo posto in barba al bene dei lavoratori e della comunità tutta.
La soluzione del problema passa solo per l'intervento pubblico:
- far pagare il prezzo politico a Nokia-Siemens per la fuga, costringendola a cedere l'area dello stabilimento allo Stato;
- accordo tra enti locali, Stato, Università (Politecnico in particolare) per far diventare il sito un centro di ricerca nazionale sulle telecomunicazioni (attività che adesso già viene svolta);
- incentivi per nuove imprese che, partendo dalle ricerche svolte, nella stessa area avviino la produzione, salvaguardando l'occupazione.
Il percorso è difficile, ma soltanto così si rilancia un'attività che ha un futuro perche' basata sull'alta tecnologia.
Una cosa è certa: noi di SEL continueremo a porre la questione.
Dopo il consiglio comunale di settembre, dopo la "protesta delle magliette" per richiedere il consiglio comunale aperto, l'amministrazione tace ancora, rinviando sine die l'argomento.
Ormai siamo quasi a fine anno, e le firme di tanti cassinesi depositate ad inizio anno sono ancora in attesa di risposta.
Noi di SEL ci poniamo alcune domande:
1- perché l'amministrazione tarda ancora a convocare il consiglio comunale aperto, visto che ne sono previsti da statuto due all'anno e ancora non se n'è svolto nessuno?
2- qual'é l'intenzione dell'amministrazione in ottica PGT sulle aree di Nokia-Siemens? Vuole vincolarle ad un uso industriale, come votato in un ordine del giorno e come chiediamo noi, oppure ha altri progetti che sarebbero pagati con la perdita di un migliaio di posti di lavoro?
Per esempio non vincoleranno l'area e qualcuno ha forse già pronto qualche progetto di urbanizzazione, magari fecendo uno spezzatino e scorporando la parte di terreno che confina con il naviglio?
3- che fine ha fatto il "Sindaco-deputato" della campagna elettorale? Perché non ha ancora sollevato la questione Nokia-Siemens a Roma? Perché non porta a Cassina il ministro dello sviluppo economico?
Nei fatti il sindaco D'Amico è più a Roma che a Cassina, impegnato a votare nei tantissimi voti di fiducia che il governo chiede alla Camera. Non solleva la questione perché la sensibilità della coalizione di centrodestra verso il lavoro è pari a zero, contano solo le ronde e la propaganda sugli immigrati. Il territorio, a dispetto degli slogan, viene sempre all'ultimo posto in barba al bene dei lavoratori e della comunità tutta.
La soluzione del problema passa solo per l'intervento pubblico:
- far pagare il prezzo politico a Nokia-Siemens per la fuga, costringendola a cedere l'area dello stabilimento allo Stato;
- accordo tra enti locali, Stato, Università (Politecnico in particolare) per far diventare il sito un centro di ricerca nazionale sulle telecomunicazioni (attività che adesso già viene svolta);
- incentivi per nuove imprese che, partendo dalle ricerche svolte, nella stessa area avviino la produzione, salvaguardando l'occupazione.
Il percorso è difficile, ma soltanto così si rilancia un'attività che ha un futuro perche' basata sull'alta tecnologia.
Una cosa è certa: noi di SEL continueremo a porre la questione.
Alessandro Simeone
Sinistra Ecologia Libertà - Cassina De' Pecchi
Sinistra Ecologia Libertà - Cassina De' Pecchi
Etichette:
amministrazione,
Cassina De' Pecchi,
lavoro,
SEL,
sindaco
Iscriviti a:
Post (Atom)